La metafora
del viaggio descrive un modello di percorsi la cui meta è soprattutto
raggiungimento spirituale.
Solitamente quando si pensa ad un viaggio si pensa ad un percorso
fisico, reale che ha un proprio punto di partenza ed una propria
destinazione.
Questo, mette in ulteriore risalto l'importanza del corpo. Infatti per
entrare in armonia con la natura e scoprirne i segreti più intimi
dobbiamo far sì che il corpo venga guidato dalla mente. L'importante è
non rimanere costantemente ancorati alla superficie e quindi
all'apparenza delle cose. Inoltre non bisogna assolutamente aver paura
di allargare i propri confini.
Esso
è un processo che ha alla base una motivazione e che termina con il
raggiungimento di una meta.
L'inizio del percorso è caratterizzato dalla mancanza di conoscenza che
spinge al desiderio di cercare. Quindi il viaggio si rivela il mezzo
migliore per portare a compimento la conoscenza di se stessi e anche la
conoscenza dell'altro da sé, di ciò che sta fuori e completa l'essere.
L'altro da sé può essere inteso come Natura, visto che si tratta di un
percorso di contatto e assimilazione dell'uomo con la natura. Il viaggio
reale è inteso come spostamento fisico da un luogo ad un altro.
Il viaggio interiore permette all'uomo di acquisire una grande forza.
Solo in questo modo l'individuo può trovarsi in una
condizione di libertà (eliminando ogni costrizione) e di maggior
consapevolezza del proprio potere, cioè del proprio Io. Molto importante
è mettere in evidenza che l'uomo deve innanzitutto scoprire se stesso e
poi aprirsi alla realtà che lo circonda per capire appieno il senso
della sua esistenza.
Un vero viaggio di scoperta non è
scoprire nuovi luoghi ma avere nuovi occhi. (M. P.)